I Sodomiti
«Siete voi qui, ser Brunetto?»
«O figliuol mio…»
Nel canto XV della Divina Commedia, Dante e Virgilio attraversano il girone dei sodomiti,
condannati a camminare sotto una pioggia di fuoco.
Durante il cammino Dante incontra Brunetto Latini, suo antico maestro, e si ferma a parlare con lui.
Brunetto gli predice il futuro
esilio
Dante verrà esiliato nel 1302 a causa della sconfitta della fazione dei Guelfi bianchi.
da Firenze e lo invita a seguire sempre la strada della virtù.
Dopo il dialogo, l'anima riprende la sua corsa eterna insieme agli altri dannati.
Brunetto Latini è il personaggio centrale del canto: un uomo colto, saggio e importante per la formazione di Dante.
Anche se è dannato, mantiene grande dignità e mostra affetto verso il suo allievo.
Dante prova profondo rispetto e riconoscenza nei suoi confronti, con lui parla con tono affettuoso e commosso.
Virgilio rimane più in disparte e lascia spazio al dialogo tra loro due.
Nel canto XV i sodomiti vengono puniti camminando senza fermarsi su un terreno ardente, mentre una pioggia di fuoco li colpisce.
Questa pena è collegata al loro peccato: Dante pensa che abbiano vissuto andando contro le leggi della natura, e per questo si trovano in un luogo arido e contrario alla normalità.
Il fatto di dover camminare sempre mostra che non possono mai riposarsi ne trovare tranquillità.
Questo canto è ancora attuale perchè parla del valore dell'insegnamento e del rapporto tra maestro e studente.
Brunetto Latini rappresenta una figura educativa capace di lasciare un segno profondo nella vita di Dante.
Inoltre il canto invita a riflettere sul fatto che una persona non può essere giudicata soltanto per i suoi errori.
Dante infatti condanna il peccato, ma continua a mostrare rispetto e umanità verso il suo maestro.
Pagina realizzata da Matteo Cescut, Nicolas Samson, Davide Firrera e Leonardo Madaro
Testi a cura di Davide Firrera e Leonardo Madaro
Grafica curata da Matteo Cescut e Nicolas Samson
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